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30 mag 2011

Retroativita' indagine fiscale

fino a che anni il fisco puo' andare indietro per verificare i redditi del contribuente?
le banche so che tengono i dati fino a 10 anni prima, ma se bisogna giustificare una transazione di 11 anni fa e non si ha piu' nulla in mano che succede?
le banche si fanno pagare se il contribuente chiede le movimentazioni di 10 anni del c\c e del deposito titoli?
grazie a chi mi sa rispondere o mi da dei link utili .
dal punto di vista fiscale la possibilità di indegine scade dopo cinque anni dallìanno di presentazione della dichiarazione redditi: redditi anno 2005 dichiarati con modlelo unico 2006 l'ultimo anno per l'agenzia delle entrate di rettificare è il 2011i dieci anni delle banche è una esigenza di codice civile e che riguarda anche antiterrorismo, antiriciclaggio
si può andar indietro fino al 2006. Ma se ci sono violazioni di carattere penale i termini di prescrizione raddoppiano. Leggi qui
rivolgiti a questa associazione per tutte le info che ti servonospero di esserti stato utile, ciao

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20 mag 2011

Tutti i suoi film

Una vita nel cinema al ritmo di quasi un film all' anno, quella di Mario Monicelli. Dall' esordio, giovanissimo, con il film a passo ridotto I ragazzi della via Paal (1934) fino a Le rose del deserto (2006) e la sua ultima opera, il corto della sua carriera 'Vicino al Colosseo...c'e' Monti', in programma fuori concorso alla 65/a Mostra del Cinema di Venezia. Nel primo periodo, che coincide con la collaborazione con Steno e con il lavoro alla bottega di Toto' bisogna ricordare: 'Al diavolo la celebrita" (1949) con Misha Auer; Toto' cerca casa (1949), Vita da cani (1950) e Guardie e Ladri (1951) con Aldo Fabrizi, Toto' e i re di Roma (1952) e Toto' e Carolina.

Il secondo periodo del cinema di Monicelli, inaugurato dal melodramma altoborghese 'Le infedeli' del 1953, coincide con la nascita ufficiale della 'commedia all'italiana'. Vi si trovano i suoi primi capolavori, da Un eroe dei nostri tempi con Sordi (1955) a I soliti ignoti (1958) e La grande guerra (1959), Leone d'oro ex-aequo alla Mostra di Venezia. Dopo uno dei suoi film drammatici piu' riusciti, I compagni del 1963, Mario Monicelli sceglie con successo la via del film a episodi e inaugura anche in questo campo un vero filone. Tra i film da ricordare Boccaccio 70 (1963), Alta infedelta' (1964), Le fate (1966).

Nello stesso anno ecco aprirsi un nuovo capitolo della storia cinematografica di Mario Monicelli. Con L' armata Brancaleone trasforma Vittorio Gassman in divo popolare e da' spazio al suo gusto per la commedia picaresca. Il film va in testa agli incassi e Monicelli si ripete nel 1969 con Brancaleone alle crociate. Intanto propone una nuova svolta della commedia all'italiana presentando Monica Vitti in chiave comica in La ragazza con la pistola del 1968.

Con gli anni '70 il regista viareggino cerca nuove vie al suo talento in film di successo altalenante da La Mortadella con Sophia Loren (1971) a Romanzo popolare (1974) con Ugo Tognazzi. Ed e' proprio col comico cremonese che, dal copione di Pietro Germi, Monicelli ritrova il successo nel 1975 in Amici miei con un seguito nell' 82. Dopo il melodramma Un borghese piccolo piccolo (1977), il felliniano Viaggio con Anita (1979) e il surreale Temporale Rosy (1979), ancora un successo popolare con Sordi: Il marchese del Grillo (1981).

Il filone picaresco prosegue tra Bertoldo (1984) e I picari (1987). In chiave colta Monicelli scopre la tv tra Mattia Pascal (1985), e Rossini Rossini del '91. Ma il successo ritorna con "Speriamo che sia femmina" nel 1986. Gli ultimi film, da "Parenti serpenti" (1992) cui segue Cari fottutissimi amici. Firma, fra gli altri, la mini-serie tv Come quando fuori piove del 2000, partecipa a documentari e iniziative di militanza come Lettere dalla Palestina del 2002, e si concede alcuni cammei come attore (dal 'Ciclone' di Pieraccioni a Sotto il sole della Toscana). E' del 2006 invece il tanto desiderato ritorno sul set di un film, rallentato da ritardi e difficolta' produttive, con Le rose del deserto, liberamente ispirato a Il deserto della Libia di Mario Tobino e a Guerra d'Albania di Giancarlo Fusco.


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13 mag 2011

Addio all'eclettica Eartha Kitt, da regina jazz a Catwoman

E' morta all'eta' di 81 anni la cantante jazz e attrice americana Eartha Kitt, protagonista di
una carriera eclettica durata sei decenni. Si e' spenta in un ospedale di New York a causa di un tumore al colon. Voce sensuale e calda del jazz, al punto da essere definita da Orson Welles "la donna piu' eccitante del mondo", tra i suoi cavalli di battaglia figurano "I want to be evil" e "Santa Baby" del 1953, quest'ultima tuttora un classico tra le canzoni natalizie.
Negli anni '60 era diventata molto popolare negli Usa nel ruolo di Catwoman nella serie tv di Batman. Per il grande schermo interpreto' insieme a Nat King Cole "St. Louis Blues", del 1958.
La Kitt, che si definiva "una miciona del sesso", e' stata una delle pochissime star a ottenere nomination sia per gli Emmy awards per la tv (vincendone due), che per i Tony awards
per il teatro e i Grammy awards per la musica. Ha cantato in 10 lingue e si e' esibita in un centinaio di Paesi. Nel 1968 aveva partecipato al Festival di Sanremo in coppia con Peppino
Gagliardi con "Che vale per me" di Carlo Alberto Rossi.
Di origini umili, una ragazza meticcia cresciuta tra i campi di cotone della South Carolina, Eartha aveva iniziato come ballerina e "vocalist" a Parigi nella famosa Katherine Dunham Dance Troupe, con cui prima ancora di diventare ventenne aveva gia' girato il mondo in tournee. Alla fine degli anni '60 era stata messa all'indice dall'establishment americano per una
dichiarazione contro la guerra in Vietnam fatta durante un ricevimento alla Casa Bianca, ma nel Natale 2006 aveva acceso l'albero presidenziale affiancata da George W. e Laura Bush.

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