(ASCA) - Cernobbio (Co), 1 apr - ''La situazione economica italiana migliore di quella dei paesi periferici della zona di euro''. Questa la valutazione dell'economista Nouriel Roubini che al workshop Ambrosetti di Cernobbio ha analizzato la congiuntura italiana paragonandola a quella di un'''Europa a due velocita''' caratterizzata da ''un cuore molto forte e la periferia lenta''. In questo contesto, ha spiegato l'economista, l'Italia ha reagito bene alla crisi anche grazie al rigore dei conti messo in campo dalla politica. Restano pero' criticita' tutte italiane: ''c'e' un problema di stabilizzazione fiscale, ci sono problemi di competitivita' delle imprese, il reddito pro-capite non e' aumentato, si e' parlato di riforme strutturali piu' di quanto si sia fatto''. Per far fronte a queste problematica, secondo l'economista ''il Paese non puo' stare con le mani in mano e lo Stato dovrebbe aiutare la ripresa anziche' ostacolarla''.
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28 apr 2011
22 apr 2011
Giappone-energia pulita in ricostruzione
(ANSA) - OSAKA, 29 MAR - L'uso dell'energia pulita sara' alla base dei piani di ricostruzione delle aree devastate in Giappone dal sisma/tsunami dell'11 marzo. E' quanto ha annunciato il capo di gabinetto, Yukio Edano, nel corso della conferenza stampa del pomeriggio. Intanto e' atteso a breve l'arrivo dei due tecnici della Areva, il colosso francese dell'energia nucleare, per affrontare la crisi a Fukushima. Lo scopo e' di aiutare la Tepco a rimuovere il materiale radioattivo nell'acqua del reattore 2.
Approfondimenti su Ansa.it
Approfondimenti su Ansa.it
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16 apr 2011
Le donne e quelle ore di lavoro non retribuito
Questo è quanto emerso dall’ultima ricerca dell’OECD "Cooking, Caring and Volunteering: Unpaid Work Around the World" (Cucina, cura e volontariato: lavoro non retribuito nel mondo)
L’OECD è un’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Si tratta di un forum che mira a creare delle politiche che migliorino l’economia e il benessere umano nel mondo, raccogliendo le esperienze e le strategie che i governi che vi partecipano portano a sostegno di questo scopo.
In occasione dei 100 anni dalla prima festa della donna, l’OECD pubblica i risultati di questa ricerca dimostrando che per la parità tra uomo e donna soprattutto per quanto riguarda il lavoro non pagato tra le mura domestiche, il cammino è ancora lungo.
Per lavoro non pagato s’intende quell’insieme di beni e servizi che i membri di una famiglia producono senza percepire alcuna retribuzione perché non immessi sul mercato. Molti di questi beni e servizi - cucinare, curare il giardino e pulire la casa - sono dedicati alla famiglia e all’ambiente domestico. Ma molte di queste attività possono avere effetti anche all’esterno dell’ambiente domestico, come quando si cucina per amici in visita o per i senza tetto, quando si bada a un parente anziano o si allena la squadra di calcio del quartiere.
Mentre per alcune mansioni come giocare con i bambini e portare a spasso il cane è sufficiente la soddisfazione e il divertimento che se ne trae, per altri compiti più pesanti forse questo a volte non basta.
La ricerca prende in esame le differenze del tempo dedicato da uomini e donne al lavoro non pagato in 29 paesi del mondo. Questa quantità varia da Nord a Sud del mondo, influenzata in alcuni casi dall’essere occupati o meno.
Nei paesi nordici gli uomini dedicano lo stesso tempo (circa 40 minuti) alla cura della casa e dei figli sia se sono occupati sia se non lo sono. Gli uomini meno attenti alla casa e alla famiglia sono i sudafricani (8 minuti) e i sudcoreani (12minuti). E se essere disoccupati non fa differenza nel tempo che gli uomini destinano al lavoro non pagato, per le donne senza lavorol tempo destinato alla cura della famiglia raddoppia, passando da 74 a 144 minuti.
In Turchia, Messico e India le donne impiegano dalle 4,3 alle 5 ore in più rispetto agli uomini alla cura della famiglia e della casa. Per queste donne è la cucina la parte di lavoro non pagato più impegnativa.
Non in queste quantità, ma anche le donne dell’Europa meridionale, coreane e giapponesi impiegano più tempo dei loro mariti per il lavoro non pagato.
L’Italia non brilla per un’equa suddivisione dei compiti. Le barre blu indicano, in minuti, quanto lavoro non retribuito in più rispetto agli uomini svolgono le donne. Come si vede dal grafico, peggio di noi fanno soltanto Portogallo, Turchia, Messico e India.

La prima iniziativa da cui sarebbe poi nata la festa della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909, fortemente voluta dal Partito Socialista americano. Proprio quell’anno si concluse il lunghissimo sciopero di 20mila camiciaie newyorkesi, simbolo di ciò che aveva mosso il partito socialista a conquistare il Women’s Day: la richiesta di migliori condizione lavorative e salariali e l’abolizione della discriminazione sessuale sul luogo di lavoro.
Tuttavia lo slittamento all’8 marzo avvenne nel 1917 quando a San Pietrburgo le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che richiedeva la fine della Prima Guerra Mondiale.
Ma il Women’s Day di cui quest’anno si celebra il centenario fu festeggiato il 19 marzo 1911, anno che vide anche la famosa dimostrazione del "Pane e Rose" In in Austria, Germania, Danimarca e Svizzera furono realizzate numerose manifestazioni in favore dei diritti delle donne lavoratrici, contro la discriminazione sessuale e per il diritto di voto.
In Italia si festeggiò solo nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista d’Italia, mentre la mimosa, oggi simbolo di questa giornata, fece la sua comparsa nel 1946. Nel 1977 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale".
Per celebrare il centenario di questa manifestazione che tanto ha fatto per il raggiungimento di diritti elementari per la vita delle donne, l’Onu lancia il tema dell’uguaglianza nell’accesso all’istruzione per le donne. Facendo perno su questa idea e necessità verranno realizzate migliaia di iniziative in tutto il mondo.
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L’OECD è un’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Si tratta di un forum che mira a creare delle politiche che migliorino l’economia e il benessere umano nel mondo, raccogliendo le esperienze e le strategie che i governi che vi partecipano portano a sostegno di questo scopo.
In occasione dei 100 anni dalla prima festa della donna, l’OECD pubblica i risultati di questa ricerca dimostrando che per la parità tra uomo e donna soprattutto per quanto riguarda il lavoro non pagato tra le mura domestiche, il cammino è ancora lungo.
Per lavoro non pagato s’intende quell’insieme di beni e servizi che i membri di una famiglia producono senza percepire alcuna retribuzione perché non immessi sul mercato. Molti di questi beni e servizi - cucinare, curare il giardino e pulire la casa - sono dedicati alla famiglia e all’ambiente domestico. Ma molte di queste attività possono avere effetti anche all’esterno dell’ambiente domestico, come quando si cucina per amici in visita o per i senza tetto, quando si bada a un parente anziano o si allena la squadra di calcio del quartiere.
Mentre per alcune mansioni come giocare con i bambini e portare a spasso il cane è sufficiente la soddisfazione e il divertimento che se ne trae, per altri compiti più pesanti forse questo a volte non basta.
La ricerca prende in esame le differenze del tempo dedicato da uomini e donne al lavoro non pagato in 29 paesi del mondo. Questa quantità varia da Nord a Sud del mondo, influenzata in alcuni casi dall’essere occupati o meno.
Nei paesi nordici gli uomini dedicano lo stesso tempo (circa 40 minuti) alla cura della casa e dei figli sia se sono occupati sia se non lo sono. Gli uomini meno attenti alla casa e alla famiglia sono i sudafricani (8 minuti) e i sudcoreani (12minuti). E se essere disoccupati non fa differenza nel tempo che gli uomini destinano al lavoro non pagato, per le donne senza lavorol tempo destinato alla cura della famiglia raddoppia, passando da 74 a 144 minuti.
In Turchia, Messico e India le donne impiegano dalle 4,3 alle 5 ore in più rispetto agli uomini alla cura della famiglia e della casa. Per queste donne è la cucina la parte di lavoro non pagato più impegnativa.
Non in queste quantità, ma anche le donne dell’Europa meridionale, coreane e giapponesi impiegano più tempo dei loro mariti per il lavoro non pagato.
L’Italia non brilla per un’equa suddivisione dei compiti. Le barre blu indicano, in minuti, quanto lavoro non retribuito in più rispetto agli uomini svolgono le donne. Come si vede dal grafico, peggio di noi fanno soltanto Portogallo, Turchia, Messico e India.
La prima iniziativa da cui sarebbe poi nata la festa della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909, fortemente voluta dal Partito Socialista americano. Proprio quell’anno si concluse il lunghissimo sciopero di 20mila camiciaie newyorkesi, simbolo di ciò che aveva mosso il partito socialista a conquistare il Women’s Day: la richiesta di migliori condizione lavorative e salariali e l’abolizione della discriminazione sessuale sul luogo di lavoro.
Tuttavia lo slittamento all’8 marzo avvenne nel 1917 quando a San Pietrburgo le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che richiedeva la fine della Prima Guerra Mondiale.
Ma il Women’s Day di cui quest’anno si celebra il centenario fu festeggiato il 19 marzo 1911, anno che vide anche la famosa dimostrazione del "Pane e Rose" In in Austria, Germania, Danimarca e Svizzera furono realizzate numerose manifestazioni in favore dei diritti delle donne lavoratrici, contro la discriminazione sessuale e per il diritto di voto.
In Italia si festeggiò solo nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista d’Italia, mentre la mimosa, oggi simbolo di questa giornata, fece la sua comparsa nel 1946. Nel 1977 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale".
Per celebrare il centenario di questa manifestazione che tanto ha fatto per il raggiungimento di diritti elementari per la vita delle donne, l’Onu lancia il tema dell’uguaglianza nell’accesso all’istruzione per le donne. Facendo perno su questa idea e necessità verranno realizzate migliaia di iniziative in tutto il mondo.
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8 apr 2011
Animali- La Forestale Salva Tartaruga Azzannatrice Ad Anguillara
(ASCA) - Roma, 16 mar - Una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) di circa 60 centimetri e di 20 chilogrammi e' stata salvata oggi dalla Forestale ad Anguillara, alle porte di Roma. L'esemplare adulto, particolarmente pericoloso per la salute e la pubblica incolumita', e' stato messo in sicurezza dagli uomini del Servizio Cites di Roma del Corpo forestale dello Stato che lo hanno rinvenuto in un canale di irrigazione del comune a nord - ovest di Roma. Il rettile, spiega una nota della Forestale, e' stato individuato da un operaio del posto che stava effettuando dei lavori di manutenzione stradale lungo la via anguillarese e resosi conto della pericolosita' dell'animale ha subito allertato il personale del Comando Stazione di Manziana del Corpo forestale dello Stato. La tartaruga azzannatrice e' un potente predatore: la forza delle sue mascelle e il becco a rostro, insieme allo scatto fulmineo, infatti, possono provocare seri e gravi danni a chi incautamente le si avvicina. Per questo la specie e' stata inserita nell'elenco degli animali pericolosi stilata dal ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e la legge italiana ne vieta la detenzione e la vendita, punendo i trasgressori con l'arresto da tre mesi ad un anno o l'ammenda da sette a settantacinque mila euro. Si ipotizza che l'animale sia stato imprudentemente acquistato da qualcuno non consapevole della sua pericolosita' e successivamente abbandonato nelle campagne di Anguillara. L'animale verra' ora trasferito presso un centro del Wwf specializzato nella salvaguardia di questo genere di esemplari in provincia di Grosseto, mentre proseguono le indagini della Forestale per risalire ai responsabili del reato.
vedi gli orologi più economici a Hublot
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3 apr 2011
Milano- militari Gdf in casa figlio sindaco Moratti
Milano, 4 mar. - (Adnkronos) - Gdf in casa di Gabriele Moratti, figlio del sindaco Letizia Moratti. Su delega del procuratore aggiunto Alfredo Robledo i militari delle Fiamme Gialle sono entrati nell'abitazione di Gabriele Moratti, che potrebbe essere ora indagato per violazione edilizia, per effettuare soprattutto un sopralluogo fotografico e acquisire documentazione dopo le notizie relative alla presunta ristrutturazione senza permessi 'in stile Batman' operata dal giovane su un sito ad uso industriale per farne la sua abitazione.
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Una ristrutturazione operata dal gruppo Hi-Lite/Brera 30 il cui titolare, Gian Matteo Pavanello, e' stato convocato oggi pomeriggio in Procura per essere sentito come testimone e che in serata affianca il lavoro degli investigatori nei rilievi del loft. Secondo le notizie di stampa l'appartamento comprenderebbe anche un ring per la boxe e un poligono di tiro insonorizzato.
L'abitazione si trova nella prima periferia nord-ovest di Milano, in via Cesare Ajraghi 30 dove Gabriele Moratti ha acquistato cinque capannoni di ben 447 metri quadrati. Il vincolo di destinazione dei siti e' industriale, ma nell'agosto 2009 Moratti ha chiesto di "accorparli in un unico laboratorio", pagando al Comune oneri minimi.
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