L’OECD è un’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Si tratta di un forum che mira a creare delle politiche che migliorino l’economia e il benessere umano nel mondo, raccogliendo le esperienze e le strategie che i governi che vi partecipano portano a sostegno di questo scopo.
In occasione dei 100 anni dalla prima festa della donna, l’OECD pubblica i risultati di questa ricerca dimostrando che per la parità tra uomo e donna soprattutto per quanto riguarda il lavoro non pagato tra le mura domestiche, il cammino è ancora lungo.
Per lavoro non pagato s’intende quell’insieme di beni e servizi che i membri di una famiglia producono senza percepire alcuna retribuzione perché non immessi sul mercato. Molti di questi beni e servizi - cucinare, curare il giardino e pulire la casa - sono dedicati alla famiglia e all’ambiente domestico. Ma molte di queste attività possono avere effetti anche all’esterno dell’ambiente domestico, come quando si cucina per amici in visita o per i senza tetto, quando si bada a un parente anziano o si allena la squadra di calcio del quartiere.
Mentre per alcune mansioni come giocare con i bambini e portare a spasso il cane è sufficiente la soddisfazione e il divertimento che se ne trae, per altri compiti più pesanti forse questo a volte non basta.
La ricerca prende in esame le differenze del tempo dedicato da uomini e donne al lavoro non pagato in 29 paesi del mondo. Questa quantità varia da Nord a Sud del mondo, influenzata in alcuni casi dall’essere occupati o meno.
Nei paesi nordici gli uomini dedicano lo stesso tempo (circa 40 minuti) alla cura della casa e dei figli sia se sono occupati sia se non lo sono. Gli uomini meno attenti alla casa e alla famiglia sono i sudafricani (8 minuti) e i sudcoreani (12minuti). E se essere disoccupati non fa differenza nel tempo che gli uomini destinano al lavoro non pagato, per le donne senza lavorol tempo destinato alla cura della famiglia raddoppia, passando da 74 a 144 minuti.
In Turchia, Messico e India le donne impiegano dalle 4,3 alle 5 ore in più rispetto agli uomini alla cura della famiglia e della casa. Per queste donne è la cucina la parte di lavoro non pagato più impegnativa.
Non in queste quantità, ma anche le donne dell’Europa meridionale, coreane e giapponesi impiegano più tempo dei loro mariti per il lavoro non pagato.
L’Italia non brilla per un’equa suddivisione dei compiti. Le barre blu indicano, in minuti, quanto lavoro non retribuito in più rispetto agli uomini svolgono le donne. Come si vede dal grafico, peggio di noi fanno soltanto Portogallo, Turchia, Messico e India.
La prima iniziativa da cui sarebbe poi nata la festa della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909, fortemente voluta dal Partito Socialista americano. Proprio quell’anno si concluse il lunghissimo sciopero di 20mila camiciaie newyorkesi, simbolo di ciò che aveva mosso il partito socialista a conquistare il Women’s Day: la richiesta di migliori condizione lavorative e salariali e l’abolizione della discriminazione sessuale sul luogo di lavoro.
Tuttavia lo slittamento all’8 marzo avvenne nel 1917 quando a San Pietrburgo le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che richiedeva la fine della Prima Guerra Mondiale.
Ma il Women’s Day di cui quest’anno si celebra il centenario fu festeggiato il 19 marzo 1911, anno che vide anche la famosa dimostrazione del "Pane e Rose" In in Austria, Germania, Danimarca e Svizzera furono realizzate numerose manifestazioni in favore dei diritti delle donne lavoratrici, contro la discriminazione sessuale e per il diritto di voto.
In Italia si festeggiò solo nel 1922 per iniziativa del Partito Comunista d’Italia, mentre la mimosa, oggi simbolo di questa giornata, fece la sua comparsa nel 1946. Nel 1977 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti della donna e la pace internazionale".
Per celebrare il centenario di questa manifestazione che tanto ha fatto per il raggiungimento di diritti elementari per la vita delle donne, l’Onu lancia il tema dell’uguaglianza nell’accesso all’istruzione per le donne. Facendo perno su questa idea e necessità verranno realizzate migliaia di iniziative in tutto il mondo.
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